venerdì, agosto 22, 2008

Costruire il proprio futuro 5: Complessità

Nei post precedenti, ho insistito sulla necessità di “star bene insieme” per creare un'impresa con degli amici in un'amena località in modo da star bene insieme nel lavoro e nella vita. È una condizione necessaria, ma non sufficiente!

Una volta ottenuta une partecipazione sincera ed entusiasta ad un progetto, occorre gestire la complessità non solo dei rapporti umani, ma anche di quelli professionali.

Tutti conoscono la legge di Murphy. “Se un guaio può succedere, certamente succederà”.

Un esempio classico è il fallimento del lancio del satellite francese Arianne V (ma casi simili li hanno subiti anche americani e russi).

Se chiedo che numero c'è dopo 999, mi rispondete 1000; ma se non c'è posto per l'uno? Il risultato è 000! In informatica si chiama overflow e quando succede il computer va in crash. Gli informatici lo sanno e per sicurezza raddoppiano i computer, se uno fallisce, l'altro continua. In quel caso purtroppo il secondo computer era aveva lo stesso programma del primo invece di averne uno fatto da un'altra équipe che forse non avrebbe avuto quell'errore. Dunque anche il secondo computer va in crash e il lancio fallisce. Risultato cinque miliardi di franchi in fumo e anni di lavoro perduti. Ciliegina sulla torta il programma NON ERA PIU' NECESSARIO! Era utile solo nei lanci precedenti, ma saggiamente il direttore del progetto aveva detto “non tocchiamo quello che funziona”.

Qualche volta il buon senso tradisce.

In un progetto complesso ogni minimo dettaglio deve essere perfetto e nella nostra vita tutto è complesso: la tecnologia, la società e... noi stessi.

I lanci Arianne non si sono fermati e le versioni successive si sono rivelate affidabili proprio perché tutto è meticolosamente verificato. Uomini e mezzi cooperano in armonia seguendo procedure dolorosamente sperimentate e perciò attentamente studiate.

Per costruire il proprio futuro professionale e personale, occorre imparare a gestire i sistemi complessi umani e tecnici. Ci vuole molto “buon senso”, ma non basta: ci vuole metodo. Non bisogna pensare che il metodo sia opprimente, di solito lo si assimila cooperando in un gruppo e diventa una seconda natura che permette di essere creativi al massimo, perché il metodo evita di cadere in errori già sperimentati da altri.

Si attribuiscono molti mali della politica a ruberie, intrallazzi ecc. La magistratura ne ha scoperti molti, ma a questi bisogna aggiungere quelli dovuti all'ignoranza nella gestione della complessità.

lunedì, luglio 21, 2008

Costruire il proprio futuro 4. Se il cuore avesse ragione...

Lo scopo è sempre quello esposto nei precedenti post: 1, 2, 3: Creare un'impresa con degli amici in un'amena località turistica in modo da star bene insieme nel lavoro e nella vita.

I problemi tecnici ed economici sono risolvibili, la cosa più difficile è lo “stare bene insieme”. Come si è visto, Charles Fourier aveva le sue idee, ma non hanno funzionato perché:

Se il cuore avesse ragione... non ci sarebbero coppie infelici!

affinché la cosa funzioni occorre agire con INTELLIGENZA!

Siamo tutti istruiti e intelligenti, anzi abbiamo DUE intelligenze! Quella emotiva e quella razionale. Sono andato a cercare la rivista “Sistemi intelligenti” ed. Il Mulino su internet, ecco alcuni titoli:

  • Cognizione, emozione e neuroeconomia

  • Alcune idee sulle preferenze dei consumatori

  • Interazioni virtuose tra psicologia della decisione ed economia comportamentale

  • Scelte di consumo e valore

L'interesse maggiore della ricerca si concentra sulle motivazioni d'acquisto. Si sa che sono emotive, si studia l'emotività, si abusa dell'emotività delle persone per condizionare consumi e scelte politiche. Per “ Creare un'impresa con degli amici in un'amena località turistica” bisogna essere razionali e prima di tutto capire come funzionano i meccanismi decisionali subconsci che non solo ci fanno comportare come burattini consumatori, ma ancora peggio minano la stabilità della famiglia e la vita professionale.

Siccome le decisioni inconsce sono abbastanza prevedibili, Charles Fourier pensava di compensarle combinando caratteri complementari, a Firenze si dice “poggio e buca fanno pari”! Gli astrologi fanno grandi discorsi sulla compatibilità caratteriale dei vari segni, sono osservazioni empiriche vecchie di secoli, ma si può e si deve fare meglio.

I sentimenti sono condizionati dal bisogno, dalle paure, dall' ordine sociale e dall'educazione (comprendendo nell'educazione pubblicità, divismo e spettacoli), ma possono essere guidati verso comportamenti positivi e non distruttivi della propria vita professionale e sentimentale. Per farlo occorre solo USARE LE DUE INTELLIGENZE, quella emotiva e quella razionale.

Avete notato che nei titoli di giornale si parla spesso di rissa, disputa, insulti, attacchi ecc. Sono parole che parlano delle relazioni(*) tra i protagonisti e non dei fatti! Molto spesso il testo dell'articolo smentisce il titolo (ma tanto la gente legge solo il titolo e solo quello sarà ripetuto dalle TV). Il messaggio trasmette un'opinione e non un'informazione!

In America, un presidente sorpreso a dire una bugia perde in credibilità, rischia l'impeachment e rovina la propria carriera politica. Ci vuole un po' d'America anche in Italia. Quando qualcuno cerca di rifilare un'opinione là dove ci vuole informazione non deve più essere credibile!

Per creare un'impresa con degli amici in un'amena località turistica... occorrono persone che sappiano fare la differenza tra opinioni e informazioni e sappiano cercare, analizzare, elaborare e gestire informazioni. È utile non solo per la professione, ma anche per la famiglia.


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(*) Un autore molto citato sull'argomento è Paul Watzlawick, autore di “Pragmatica della comunicazione umana” e di molti altri libri sulla comunicazione

domenica, luglio 20, 2008

Costruire il proprio futuro 3. Un lavoro gradevole in un ambiente piacevole

Nei due precedenti post Creare il proprio futuro e Costruire il proprio futuro scrivevo della bella utopia di Charles Fourier che oggi si potrebbe esprimere così:

Un'impresa in un'amena località turistica con dei dipendenti, tutti amici, che vivono in una casa-vacanza fatta di monolocali, ma con grandi spazi comuni e in cui ognuno dà un contributo al benessere di tutti col proprio lavoro secondo le proprie inclinazioni.

La nostra bell'Italia è ancora ricca di luoghi poco frequentati e adatti allo scopo. Ce n'è uno poco conosciuto, a mezza montagna, vicino a un pescoso laghetto, a un tiro di scoppio dagli impianti di risalita per chi ama sciare, dove c'è un albergo che ha chiuso per mancanza di clienti. Un luogo ideale per chi ama l'ambiente e la vita tranquilla per starci d'incanto, lontano dall'affanno e l'inquinamento delle grandi città, ma non estraneo alla vita nazionale.

Per realizzare questo sogno basta una buona idea realizzabile in quelle condizioni che possa diventare un sostegno economico e, la parte più difficile, una ventina di ragazzi e ragazze che stiano bene insieme disposti a lavorare sodo per realizzarla.

È possibile, altri lo hanno fatto, ma c'è un sacco di gente che – appena finito gli studi – cerca affannosamente un'occupazione seguendo ciecamente le regole comuni e non osa sognare.

I nostri bisnonni sognavano un'Italia unita, poi l'hanno voluta libera e adesso... bisogna continuare. Hanno realizzato solo in parte i loro sogni, ma c'è ancora molto da fare ed ora tocca a noi!

Quel simpaticone di Fourier nel suo falansterio (tra l'altro architettonicamente ben congegnato) voleva dare libero sfogo ai sentimenti. Come molte persone geniali in anticipo sul loro tempo è stato incompreso, ma non ha completamente fallito. Il seme che ha lasciato continua a crescere in tante coscienze.

L'idea era buona, aveva trovato dei finanziamenti, aveva individuato che il problema principale era lo stare bene insieme, ma la soluzione che vagheggiava non ha funzionato perché:

Se il cuore avesse ragione... non ci sarebbero coppie infelici!

Da Freud a oggi gli psicologi hanno approfondito la conoscenza del cuore umano, ma questa scienza è usata principalmente da coloro che sono interessati a provocare acquisti compulsivi! Le tecniche di persuasione sono usate a scopi di marketing economico e politico e funzionano!!!!!!!

Prima di sognare un futuro migliore, bisogna conoscere i trucchi che ci ingannano, solo così saremo capaci di realizzare i nostri sogni.

I problemi da superare sono umani e tecnici. Se continuate a cliccare sui miei post, possiamo approfondirli.

sabato, luglio 12, 2008

Costruire il proprio futuro 2. Parliamone.

Nel precedente post su Charles Fourier scrivevo: Pensate: per poter godere di qualche ora di rilassamento e un mese di meritate vacanze, la maggior parte delle persone deve alzarsi presto la mattina, fare un mestiere che non ha scelto, tornare stanco la sera per abbrutirsi guardando insulsi telefilm, ma è una condanna solo per chi non vuole cercare un'altra soluzione come quella che più avanti indicavo: Confrontatelo un'impresa in un'amena località turistica con dei dipendenti, tutti amici, che vivono in una casa-vacanza fatta di monolocali, ma con grandi spazi comuni e in cui ognuno dà un contributo al benessere comune col proprio lavoro secondo le proprie inclinazioni. Le giovani madri si occuperanno dell'asilo, chi ha il pollice verde del giardino e dell'orto, chi ha la vocazione dell'insegnamento della scuola e altri dell'azienda. Niente stress da spostamenti quotidiani, un servizio di “car sharing” se c'è bisogno dell'auto ecc.
Risultato: rilassamento e serenità, si esce dal lavoro e si continua ad essere tra amici per fare sport o altre occupazioni ricreative. Vacanze tutto l'anno!

Per arrivare a tanto sembra che l'ostacolo principale sia economico. Non è propriamente così, il capitale maggiore per costruire un'impresa è quello umano e la storia ci dà innumerevoli esempi di persone motivate da un ideale civile o religioso che hanno compiuto opere inimmaginabili. Di solito succede in momenti di grande crisi quando guerre, rivoluzioni, carestie costringono ad essere inventivi e solidali. Sarebbe intelligente non aspettare il culmine della crisi economica ed ecologica che si sta preparando per trovare la motivazione.

Si hanno recenti esempi di piccole imprese nate da un'idea geniale e diventate grandi come Microsoft e Google. Per fortuna in Italia idee geniali ne abbiamo sempre avute e ci sono ancora, devono solo trovare un gruppo entusiasta, disponibile a lavorarci sodo per costruirsi una vita come vuole e non come è imposto dalle regole generali. Tra l'altro siamo tutti d'accordo che bisogna usare energie rinnovabili, case ecologicamente economiche e riciclare, tutte abitudini risparmiose che permettono di vivere con minori risorse e sono un ideale da esortare per salvare la terra.

Per ottenere tutto questo, bisogna prima di tutto parlarne. Cerchiamoci, abbiamo internet, chi ha un'idea da imprenditore la faccia circolare e ... prepariamoci.

Prepariamoci perché un'impresa ha successo solo se c'è una buona cultura di governo. La più semplice è avere un capo che decide tutto, meglio se è un capo carismatico e amato da tutti e non uno nello stile di Hitler, ma queste persone sono rare e il sistema ha un difetto fondamentale: se impazzisce il capo diventa pazzo tutto il sistema.

L'utopia di Charles Fourier era di combinare in modo armonioso i vari caratteri, ma non ha funzionato perché i sentimenti, quando non sono controllati da severe regole, doveri e pregiudizi, prendono il sopravvento sulla ragione e diventano distruttive. Questo è il principale motivo perché le piccole comunità che si sono formate sono tenute insieme da un grande ideale, da una fede religiosa o dalla paura di un nemico; sono tutti motivi sufficienti per imporre doveri e reprimere i sentimenti.

Oggi nemmeno nella famiglia si può più comandare come una volta e se non si può e non si vuole essere autoritari, occorre cercare soluzioni accettabili da tutti. Per arrivarci occorre avere conoscenze di psicologia un po' più approfondite di quella dei segni astrologici, bisogna saper e sapersi organizzare, saper ascoltare e farsi intendere.

Parliamone. È utile per sé, per la famiglia, per il lavoro e per creare, almeno in piccolo, quel mondo ideale che è stata la grande illusione dei rivoluzionari del secolo scorso.

venerdì, giugno 27, 2008

Lettera di un soldato tedesco sconosciuto

Non vi scandalizzate se di seguito troverete la lettera di un nazista e di un fucilato per la resistenza. Erano due persone buone, convinte dei loro ideali e per questi ideali hanno dato la vita.

Leggete e riflettete sulle convinzioni che oggi vi guidano.
Sono corrette?

La lettera che segue è stata trovata da uno storico nel campo abbandonato dai tedeschi durante lo sbarco in Normandia.

Non c'era né nome né indirizzo e non si sa chi l'abbia scritta né a chi fosse indirizzata.

Erika amore mio, Ti arrivano ancora le mie lettere? Comunque sia ho voglia di parlare con te, non di rattristarti. Verrà un giorno in cui la luce della verità e della chiarezza riscatteranno questo periodo di umiliazioni. Sono appena andato a fare una passeggiata sotto un bel sole caldo fino a Bagnolles. Ma non ci son arrivato. Per via ho raccolto un rametto di erica e me lo sono messo sul cuore. Tutte le piccole creature della natura erano venute fuori: come ronzavano in alto e in basso le api, i bombi, gli insetti, proprio come nel lontano 1926. Oggi la musica è tutt' altra, è una musica che semina distruzione e morte. Mi meraviglio sempre di come io possa prendere tutto con tranquillità. Dipende forse dalla certezza del tuo amore, solido come una roccia? Ti ho scritto una lettera che dovrai leggere però solo nel caso che io non ritorni. Non so se ti arriverà. Ma sai che cosa voglio dire a te e alle ragazze. Ho lasciato in ordine tutte le mie faccende.

Tutto ciò che l' amore può esprimere io ve l' ho già espresso. Le ragazze sono già avviate per la loro strada, ormai indipendenti, e sapranno trovare la loro via qualsiasi cosa capiti. Non sarà certo facile in questo caso, ma la vita non è tutta rose e fiori.


Ieri sera abbiamo realizzato una piccola "ora del soldato" e ci siamo messi a cantare fino a notte canzoni di guerra e canzoni popolari. Che mai sarebbe un tedesco senza il canto? Il cielo della sera era tutto illuminato dal bagliore delle esplosioni. Si pensa sempre che la terra porti alla luce nuova vita, ma ora porta solo morte.


Quale ordine nuovo potrà sorgere da questa sinfonia del diavolo? Potrà davvero una visione, forte della fede da cui è sorretta, nascere in un nuovo mondo? L' ordine sociale che ha la sua radice nel Nazionalsocialismo non deve essere rinviato per sempre.

Ma basta di ciò... quello che resta è un grande amore e una totale fedeltà, il riconoscimento insomma dell' eterna fonte della vita. Stringo forte tra le braccia te e le ragazze, grato di quanto mi avete sempre dato, il tuo Fritz.

Max Hasting - OVERLORD - Il D-day e la battaglia di Normandia - Mondadori 1985


Bisogna distinguere tra l'errante e l'errore.


Questa commovente lettera scritta da un nazista convinto fino all'ultim'ora ne è una testimonianza sconcertante per chi è abituato a considerare i nazisti come belve stupide e feroci.

Quante persone, ancora oggi, sostengono con fervore posizioni politiche disastrose per l'Italia.



La lettera che segue è una dei tanti condannati a morte durante la Resistenza.
Giordano Cavestro (Mirko)

Di anni 18 - studente di scuola media - nato a Parma il 30 novembre 1925 -. Nel 1940 dà vita, di sua iniziativa, ad un bollettino antifascista attorno al quale si mobilitano numerosi militanti - dopo l'8 settembre1943 lo stesso nucleo diventa centro organizzativo e propulsore delle prime attività partigiane nella zona di Parma -. Catturato il 7 aprile 1944 a Montagnana (Parma), nel corso di un rastrellamento operato da tedeschi e fascisti - tradotto nelle carceri di Parma -. Processato il 14 aprile 1944 dal Tribunale Militare di Parma - condannato a morte, quindi graziato condizionalmente e trattenuto come ostaggio -. Fucilato il 4 maggio 1944 nei pressi di Bardi (Parma), in rappresaglia all'uccisione di quattro militi, con Raimondo Pelinghelli, Vito Salmi, Nello Venturini ed Erasmo Venusti.




Parma, 4-5-1944

Cari compagni, ora tocca a noi.

Andiamo a raggiungere gli altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia.

Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella.

Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile.

Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.

La mia giovinezza è spezzata ma sono sicuro che servirà da esempio.

Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.

(Ripreso da: http://www.romacivica.net/anpiroma/documenti/documenti7.html)


domenica, giugno 22, 2008

Imparare da Hitler, citazioni dal “Mein kampf”

Hitler era un'intelligenza perversa, un accorto manipolatore delle masse, ogni sincero sostenitore della Pace deve leggere il Mein Kampf dove sono scritti con grande sincerità i modi per ingannare la gente.

Solo quando tutti conosceranno questi metodi
diventerà impossibile usarli!

Ecco alcune citazioni tratte da Mein kampf. (La mia guerra) Pegaso Edizioni 1970

Bisogna capire questo: quando un popolo mostra una quantità di grossa energia tendente ad un fine, e ha evitato l' indolenza delle grandi masse, i pochi diventano padroni dei più.

(Pag. 37)

Perciò lo stato deve apparire come il conservatore di un futuro millenario, di fronte al quale la volontà e l' egoismo dell' individuo non hanno nessun valore e devono sottomettersi.
(Pag. 41)


Non è indispensabile colmare i cervelli giovani di una quantità di nozioni di cui, come sappiamo per esperienza, ricorderanno solo una minima parte e non il necessario, ma solo le cose di poco valore, perché il fanciullo non può fare una razionale scelta degli argomenti che gli vengono imposti.

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Il principio di base che rese l' esercito prussiano il meraviglioso strumento del popolo tedesco, dovrà essere in futuro il fondamento della nostra organizzazione statale: autorità di ogni dirigente verso il basso, responsabilità verso i superiori.

Anche in avvenire non potremo privarci di quelle corporazioni che chiamiamo Consigli. Ma allora essi consiglieranno veramente, mentre un solo individuo avrà la responsabilità e di conseguenza l' autorità e il comando. I Consigli in sé sono utili perché in essi i cervelli dotati hanno possibilità di emergere e ad essi il capo potrà affidare mansioni di responsabilità.
Pag. 87-88


[I partiti politici] Rinunciano a combattere per un' idea universale e cercano di ottenere, con la cosiddetta "collaborazione positiva" in fretta, nella mangiatoia del governo presente e di rimanervi il più tempo possibile.
Pag. 99

Non è indispensabile che ogni combattente per quest' idea abbia una cognizione completa delle ultime concezioni, degli ultimi pensieri dei dirigenti del movimento. A lui è sufficiente saperne con esattezza solo alcuni dei maggiori; nella sua mente devono essere impressi in modo inalterabile i principi basilari della dottrina, in modo che resti completamente sicuro della necessità della vittoria del movimento. In questo modo il singolo soldato non viene istruito sui problemi dell' alta strategia: a lui basta essere educato a una ferrea disciplina, ad una entusiastica convinzione del buon diritto e dell' energia della sua causa e alla completa abnegazione ad essa. Lo stesso deve succedere del singolo partigiano di un movimento molto grande, di grande avvenire, di forte volontà. Come non sarebbe valido un esercito in cui i soldati fossero o credessero di essere generali, così non sarebbe valido un movimento politico come rappresentante di un' idea, se non fosse altro che un' unione di individui coscienti. No ad esso servono anche i soldati semplici senza i quali non si attua una profonda disciplina.

Una organizzazione può sopravvivere soltanto se una grande moltitudine sentimentale è soggetta a un più alto comando intellettuale. Un gruppo di 200 uomini d' uguale quoziente intellettuale sarebbe, col passare del tempo, meno disciplinabile che una compagnia di 190 con un quoziente intellettuale inferiore e 10 di grande cultura.
Pag. 97

Perché mentre i partiti borghesi, nel loro uguale grado intellettuale, formano un gruppo insubordinato e inabile, il marxismo col suo meno dotato materiale umano, un esercito di soldati di partito, che ora sono subordinati al loro capo ebreo, così come un tempo erano subordinati al loro ufficiale tedesco.
Pag 97


Non si comprese mai che la forza di un partito politico non si trova nella grande intelligenza dei singoli componenti, ma in una ordinata subordinazione dei singoli verso il comando intellettuale.
Pag. 97


Cap. V

Il Partito Nazional Socialista non doveva essere l' usciere, ma il padrone dell' opinione pubblica! Non schiavo, ma padrone della moltitudine.
Pag. 106


In alcuni casi a me fu necessaria una forza suprema per non permettere che la nave del nostro movimento, seguisse la corrente fatta ad arte, la corrente generale.
Pag. 107

Allora appresi in poco tempo un fatto fondamentale, cioè togliere subito dall' avversario le armi dell' obbiezione. ... A tale scopo era necessario citare già tutte le eventuali repliche e dimostrarne l' infondatezza; così l' ascoltatore di buona fede (anche se già pieno delle repliche che gli erano state insegnate) era facilmente reso disponibile, grazie all' anticipata esclusione delle opinioni inculcate nella sua mente. L' argomento insegnatogli restava confutato da sé, ed egli diventava sempre più attento al mio discorso.
Pag. 108-109


sabato, giugno 14, 2008

Creare il proprio futuro

Charles Fourier (1772-1837) è poco noto in Italia, ma la sua sete di libertà e di giustizia contro l'alienamento provocato dalla nascente civiltà industriale è attualissimo ancora oggi. Pensate: per poter godere di qualche ora di rilassamento e un mese di meritate vacanze, la maggior parte delle persone deve alzarsi presto la mattina, fare un mestiere che non ha scelto, tornare stanco la sera per abbrutirsi guardando insulsi telefilm.
Il pensiero di Fourier era di dare libero sfogo alle passioni: ognuno partecipi allo sforzo produtti­vo secondo le proprie inclinazioni e per il resto viva liberamente come vuole e con chi vuole. Secondo lui per far cessare i vizi della società civilizzata basta dar fiducia alle indicazioni date dall' attrazione passionale, questo impulso dato dalla natura anteriore alla riflessione e persistente malgrado l'opposizione del dovere, del pregiudizio ecc.
Sosteneva, non senza qualche ragione, che il costringere le persone a delle regole e contrarie alla loro natura e quindi mal sopportare porta all'ipocrisia, la falsità. È alienante. Naturalmente al suo tempo fu trattato da pornografo perché preconizzava la liberazione della donna e scrisse anche un libretto elenco analitico dei cornuti (V. Wikipedia Charles Fourier, più completo in francese e inglese)
Furono fatti vari tentativi, tutti falliti, di formare una società come aveva pensato. Per lui il falansterio era un incrocio tra la falange e il monastero ed era una struttura produttiva (agricola) autosufficiente con vasti spazi comuni, spazi privati, laboratori ecc. Fourier, commentato anche da Carlo Marx, è considerato un socialista utopico ma vale la pena riflettere sulle costrizioni della personalità che la produzione di massa comporta anche alla luce degli anni che ci attendono con scarsità di risorse energetiche, minacce ambientali e persino ristrettezze alimentari.
Prendiamo uno stabile cittadino di cinque piani con dieci appartamenti e cioè dieci cucine, dieci salotti, venti televisori, con persone che a malapena conoscono il nome dei coinquilini scritto sui campanelli. Ogni mattina si disperdono verso venti posti di lavoro che raggiungono dopo un'ora di stressante stop and go in chilometrici ingorghi.
Confrontatelo un'impresa in un'amena località turistica con dei dipendenti, tutti amici, che vivono in una casa-vacanza fatta di monolocali, ma con grandi spazi comuni e in cui ognuno dà un contributo al benessere comune col proprio lavoro secondo le proprie inclinazioni. Le giovani madri si occuperanno dell'asilo, chi ha il pollice verde del giardino e dell'orto, chi ha la vocazione dell'insegnamento della scuola e altri dell'azienda. Niente stress da spostamenti quotidiani, un servizio di “car sharing” se c'è bisogno dell'auto ecc.
Risultato: rilassamento e serenità, si esce dal lavoro e si continua ad essere tra amici per fare sport o altre occupazioni ricreative. Vacanze tutto l'anno!
Utopia? Ci sono esempi di piccole comunità che vivono in questo modo. Negli anni '70, quando i programmatori di computer erano pochi, richiestissimi e sempre pronti a cambiare ditta per migliorare, le aziende informatiche inglesi si spostavano in piccoli centri fidelizzando i dipendenti che si costruivano la casa, stringevano amicizie e diventavano meno propensi a spostarsi.
Le imprese che agiscono così esistono e sono lungimiranti, sanno che la qualità della vita è importante quanto lo stipendio. Siamo in un paese libero, ci possiamo organizzare come vogliamo. Le telecomunicazioni, la rete, l'informatica per molti mestieri non ci costringono a concentrarci in congestionate metropoli.
Giovani, non restate intrappolati in una società opprimente. I vostri nonni hanno dato la vita per la libertà, voi dovete continuare la loro battaglia senza bisogno di versare sangue: occorre solo partecipare all'organizzazione politica ed economica con intelligenza e amore.
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sabato, dicembre 03, 2005

Il Matto


Il matto è tradizionalmente rappresentato da un giullare strabico a cui un cane strappa il fondo dei calzoni: i colpi bassi, li prende tutti lì. Non guarda dove mette i piedi, se sulla sua strada ci sono dei rospi ‑ non vi fate illusioni - sono tutti da ingoiare.

Il matto però ha una cintura d’oro e un bel vestito variopinto. Com’è che riuscito a racimolare tanta ricchezza? Beh! Appunto perché è matto! Se gli dite: “non andare là, che inciampi!”. Lui naturalmente non ascolta, cade e s’imbratta tutto, ma se per caso c’è una perla… la può trovare solo lui… perché è matto!

La gente dice spesso qualcosa di intelligente, magari solo quella che ripete per tutta la sua vita, il matto raccoglie una cosa di qua, una cosa di là ed è così che si è fatto quel bel vestito.

Il matto vale zero. Ma lo zero è uno strano numero: zero seguito da uno vale uno, ma uno seguito da zero vale dieci. Il matto vale di più se sta dietro gli altri… perciò è matto.

Nei giochi di carte il matto diventa il jolly che può prendere il posto di qualsiasi altra carta. Non è strano, il matto indifferentemente frequenta i sovrani come i barboni; però, se a fine partita rimane in mano, paga più di tutti. Il matto non fa pagare agli altri i propri errori, li paga di persona! E' proprio matto!

mercoledì, novembre 30, 2005

Aforisma

Certi strumenti sono come un coltello: il coltello serve a tagliare il salame. Se ti tagli un dito... sei un salame!

lunedì, novembre 21, 2005

Ho visto un fantasma

Non è uno scherzo, quello che racconto è realmente accaduto a Firenze, piazza Salvemini. In una calda giornata d’estate stavo sudatamente pensando ai fatti miei all’interno di un autobus (il 23, per la cronaca) quando una signora si alza spaventata e grida: “Un fantasma, un fantasma!”.

Penso che le abbia dato di volta il cervello, ma il suo spavento è sincero ed evidente. Lei continua, con occhi sbarrati a dire: “Ma guardi là alla finestra!”. Io ai fantasmi non ci credo, specialmente a mezzogiorno, ma lo spavento della donna è così forte che accondiscendo ad alzare gli occhi nella direzione indicata e mi viene un tuffo al cuore… alla finestra c’era la figura di una donna velata, senza volto e senza mani, con un libro che galleggiava a mezz’aria.

Mi prende la paura, ma poi ragiono. Non è possibile che sia un fantasma, specialmente di giorno a quell’ora. Quindi supero il timore e guardo meglio.

La facciata della casa era bianca, illuminata dal sole; la stanza era buia, la filippina aveva la faccia scura che si confondeva con lo sfondo… aggiungeteci un finestrino con un vetro non proprio pulito e degli occhi presbiti da quarantenne, il fantasma era tutto lì!

In questa storiella – ripeto ancora, realmente accaduta – c’è l’essenziale di quanto occorra conoscere sul funzionamento del cervello.

1. Percezione incompleta del fenomeno per causa di distrazione, fretta o paura.

2. Interpretazione errata.
La percezione si ferma quando il cervello ha associato quanto “visto” a qualcosa di conosciuto, specialmente se crea spavento o stimola appetiti sessuali o altri. Nel caso della donna la visione richiama il “fantasma” in cui credeva fermamente.

3. Trasmissione della paura. Non dalle parole della donna, ma dal tono di voce, il tremore delle membra, le parole sconnesse, gli occhi sbarrati che hanno fatto sì che io, pur non credendo ai fantasmi, sia rimasto scosso. Il linguaggio del corpo trasmette emozioni primordiali come amore e paura.

4. Faccio una prima associazione con un fantasma, poi – lo sottolineo – solo poi, forte della mia cultura da universitario scettico, penso ad un’illusione ottica.

5. Infine guardo meglio e finalmente i miei occhi riconoscono ciò che doveva essere. Da notare che anche la donna ha visto ciò che doveva essere, ma non conosceva nient’altro che i fantasmi. Come cultura, siamo diversi, ma la natura umana è la stessa per entrambi.

Non ho nessun motivo di inorgoglirmi per aver riconosciuto la verità. Se fossi nato cent’anni prima mi sarei spaventato a morte, non avrei guardato due volte, sarei scappato correndo gridando “Ho visto un fantasma” e nessuno avrebbe potuto dubitare della mia sincerità, tra l’altro c’era una seconda testimone. Quindi – con molto coraggio – ci saremmo uniti per catturare e trattare come meritava la strega che aveva la spudoratezza di far apparire dei fantasmi persino a mezzogiorno!

venerdì, novembre 18, 2005

Bioenergie, energia vitale ed altre importanti fesserie

Bioenergie, energia vitale ed altre importanti fesserie

Gli psicologi e tanti “maghi” parlano spesso di “bioenergia”, “energia vitale”, “prana” ecc. che in campo fisico non vogliono dire assolutamente nulla. L’energia si misura in chilowattora. Si può misurare l’energia consumata in casa, da una macchina ecc., ma sfido chiunque a misurare in qualche modo “l’energia vitale”, il “prana” o le altre simili fesserie.

Psicologi e maghi però non sono stupidi. Come ogni uomo, quando si trovano di fronte ad un concetto nuovo, per prima cosa gli danno un nome e, se non c’è, se lo inventano. Il nome, privo di significato, serve per ragionare. Naturalmente – non avendo significato – porta spesso a conseguenze disastrose (servono esempi in politica?), ma presto o tardi, attraverso tanti errori, qualcosa salta fuori. È il caso per la parola “atomo” che etimologicamente vuol dire “indivisibile”. Il suo significato è stato scoperto duemila anni dopo la nascita della parola; è stato appurato che l’atomo non è indivisibile, ma ancora non abbiamo finito di capire.

Se al termine “bioenergia”, “energia vitale” ecc. sostituiamo il termine “informazione”, questi concetti assumono un significato preciso, addirittura – almeno in teoria – misurabile!

Le scienze sociali abusano del termine “informazione” e “comunicazione” che – come vedremo – hanno precisi significati scientifici e tecnici. Il cervello elabora informazioni e in base a quelle informazioni muove il corpo. In realtà l’elaborazione non è fatta solo dal cervello, ma tutto il corpo partecipa al processo cominciando dalla pelle che raccoglie stimoli tattili, gli occhi, il naso, gli orecchi, la bocca!

Gli stimoli sensoriali arrivano solo in parte alla coscienza. Il cervello ragiona su quello che gli arriva… e prende delle cantonate!

Una volta capito come il cervello acquisisce informazioni parziali, e obsolete (le prende dalla memoria anziché dalla realtà) occorrerà riorganizzare la memoria usando l’umorismo e una “pubblicità” personale. Occorrerà poi imparare a ricercare informazioni veritiere, complete e aggiornate. Difficile? No! Complicato? Meno di quanto crediate una volta che si padroneggiano i pochi semplici strumenti necessari.

giovedì, novembre 17, 2005

Retroazione e ante-azione

Retroazione e ante-azione

L'evoluzione è cieca e crudele, la selezione naturale prova tutte le soluzioni possibili e lascia progredire solo quelle vincenti. Tutto cambia però quanto nasce l'intelligenza: gli animali, e in particolare l'uomo, agiscono in base alle proprie aspettative, speranze o paure. Cercano subito, quando usano della propria intelligenza, le soluzioni vincenti. Il progresso della natura non è più cieco. E' diretto – in modo più o meno cosciente – verso un fine!

Non è solo il passato che condiziona il presente, ma la rappresentazione mentale del presente che condiziona il futuro.

Vien da pensare che una Mente superiore abbia scientemente usato della legge dei grandi numeri per far nascere l'intelligenza. Se pensiamo che per creare una vera Intelligenza Artificiale dovremo usare lo stesso metodo – provare nei nostri computer tutte le soluzioni possibili e conservare solo quelle migliori – vien da sognare: ci stiamo trasformando in dei!

E' la classica struttura ricorsiva dei frattali. Noi stiamo creando una I.A. a nostra immagine e somiglianza. E' bello immaginare particelle elementari come tante galassie intelligenti e quindi imprevedibili giustificando così il principio di indeterminazione di Heisenberg!

Nessuno può dimostrare che Dio abbia organizzato tutto questo, ma non si può nemmeno escludere. Comunque è “produttivo” pensare all'esistenza di un Creatore perché ci mette di fronte alle responsabilità che abbiamo nei confronti dell'evoluzione della società e della natura.